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 Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Socio-Sanitari
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Musicoterapia1Le classi 5^ B, 5^ E e due alunne della classe 5^ A dell’indirizzo socio-sanitario hanno partecipato a una lezione teorico-pratica di due ore sulla musicoterapia tenuta dal musicoterapista dott. Alberto Balducci (attualmente collabora con l’Associazione Agrabah di Pistoia nell’ambito dell’autismo). Lo scopo delle lezioni è stato illustrare agli alunni la pratica della musicoterapia come disciplina riabilitativa/preventiva in un contesto clinico, argomento utile per la loro formazione socio-sanitaria. Nella parte teorica sono stati esposti i concetti chiave: le caratteristiche del mezzo sonoro/musicale, la pratica musicoterapeutica nella sua accezione corrente e i diversi approcci, in particolare quello della scuola italiana, che presenta un orientamento psicodinamico-relazionale. Nella parte pratica è stata effettuata un’esemplificazione dei concetti affrontati oralmente, per consentire agli studenti di fare un’esperienza diretta in merito.

 

Si è cercato, discutendo assieme agli studenti, una risposta alla domanda “come e perché può la musica essere utile alla società contemporanea?”. Partendo dalle esperienze personali di ciascuno, il Musicoterapista ha fatto riflettere i ragazzi sul legame tra musica ed emozioni, come ponte tra aspetti estetici e relazionali, efficace per instaurare relazioni tra individui di qualsiasi provenienza o condizione psicofisica. Da lì, si è potuto chiarire la rilevanza di un approccio attivo in fase terapeutica: nella musicoterapia attiva, infatti, tutti i soggetti fanno uso diretto del sonoro/musicale per imbastire una relazione, che il terapista sfrutterà a favore degli obiettivi terapeutici del caso. Musicoterapia2

 

Per esemplificare le potenzialità di tale approccio, ampio spazio è stato dedicato ad attività pratiche, durante le quali gli allievi hanno avuto la possibilità di effettuare esperienze sonoro/musicali collettive: disposti in cerchio, sono stati coinvolti in giochi più o meno strutturati con i suoni prodotti con la voce, gli strumenti o il battito delle mani, finalizzati a comunicare l’importanza, in un gruppo, di non agire come cellula a sé stante, disconnessa dalle altre. Man mano, infatti, che il lavoro si faceva più coeso, la soddisfazione e l’intensità degli scambi sonori aumentava, testimoniando un maggior coinvolgimento. Una delle due classi ha anche sperimentato un’improvvisazione in piccolo gruppo di stampo clinico. Con un’altra è stata, inoltre, condotta una sessione di ascolto e discussione di brani musicali scelti, per stimolare l’ascolto attivo e la consapevolezza dell’effetto emotivo ed interiore della musica su di sé.

 

L’aver creato in modo totalmente libero, svincolato dalla presenza di strumenti o di perizia musicale, qualcosa di soddisfacente e gratificante è stata un’esperienza di condivisione profondamente umana che adesso fa parte del bagaglio personale degli studenti.