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«Un ragazzo di vent’anni non può morire in discoteca: è ciò che è successo a Niccolò, poteva succedere a ciascuno di noi». Con queste parole, oltre 400 alunni del triennio dell’Istituto professionale L. Einaudi di Pistoia, sabato 2 dicembre, hanno accolto Luigi Ciatti, padre di Niccolò, morto nella notte tra l'11 e il 12 agosto durante una vacanza con gli amici, nella discoteca St. Tropla a a Lloret de Mar.

Quest’incontro, organizzato dai ragazzi, dal professor Gianluca Messineo referente del progetto educazione ai valori e alla  legalità, e dal Dirigente scolastico, ha lasciato un segno profondo in tutti i partecipanti.

Preparato con dedizione e profondo senso di responsabilità, l’evento ha cercato di far riflettere i ragazzi prevalentemente sulla violenza e sulle conseguenze delle proprie azioni.

Il Sig. Ciatti si è mostrato sin da subito estremamente vero e fortemente commovente, e le parole di Luigi sono arrivate dritte al cuore di tutti. Il suo messaggio di amore e attaccamento alla vita, e di condanna nei confronti della violenza e dell’indifferenza ha lasciato un segno in ciascuno dei partecipanti.

Il silenzio assoluto che ha accompagnato l’intero svolgimento dell’evento è stato il simbolo della intensa partecipazione e del profondo interesse mostrato da tutti, soprattutto dagli studenti coinvolti. In ognuno è subito emerso il bisogno di riflettere e di interrogarsi.

Giustizia per Niccolò è stato lo slogan che ha guidato l’incontro e come un monito, ha fatto riflettere tutti su di una piaga, quella della violenza appunto, che oggi, trasversalmente vissuta, sembra prendere sempre più campo. Grazie a Luigi, alla sua forza e alla sua voglia di giustizia, ci siamo soffermati a riflettere sulle conseguenze che possono derivare da un comportamento violento.

La Giustizia per Niccolò è giustizia per tutti e «La violenza si può estirpare» ha detto Luigi «basterebbe soltanto un po’ meno indifferenza e un po’ più di solidarietà».

Un incontro importante per educarci ai sentimenti, alle emozioni e al rifiuto della violenza. I ragazzi si sono prodigati anche nella realizzazione di vari striscioni, un filmato, una lettera e una raccolta fondi. Tutto questo per mostrare la loro vicinanza alla famiglia Ciatti e per far sì che i riflettori su Niccolò non si spengano ma che sia fatta davvero giustizia.